Post-PC Era (cloud computing e mobile devices)

È ormai evidente che gli anni che stiamo vivendo rappresentano un periodo di transizione, è in corso una interiorizzazione delle nuove tecnologie, una diffusione orizzontale non solo di nuovi mezzi di comunicazione ma di veri e propri nuovi ambienti. Questi cambiamenti sono così radicali che portano a modificazioni quasi genetiche, trasformazioni dei modi di agire e di pensare, provocati dalle diverse concezioni di tempo, sapere e posizione.

Ormai l’acquisizione di informazioni è un gesto rapido e poco laborioso, con tutte le implicazioni che ciò produce, tra le quali una quantità di informazioni “grezze” inimmaginabile, una condivisione inedita ed un mondo mai così collegato. Tutto questo però comporta anche una diversa visione della concentrazione e della personalità. È più difficile voler imparare un qualcosa quando quelle informazioni sono già disponibili (seppur grezze e, se non studiate, mai interiorizzate e approfondite) potenzialmente nella testa di chiunque.

È diverso il concetto di tempo, basti pensare al cinema, alla musica, alle conversazioni. Ormai i bambini crescono velocemente, l’insegnamento è diverso (la razionalità e la sistematicità della tecnologia ha portato ad una maggiore semplicità di cognizione), le arti sono diverse (appunto musica e cinema per dirne due).

Arriviamo alla posizione. Non ci stupisce più essere un giorno a Roma, l’altro a New York e l’altro ancora a Tokyo. Con tutte (nuovamente) le implicazioni che ciò produce. Mi viene in mente il concetto di viaggio. Possiamo dire che un tempo era proprio il viaggio l’avventura. Grazie all’inglese possiamo tranquillamente chiacchierare con chiunque all’altro capo del mondo e grazie a Skype possiamo visitare casa sua.

È cambiato il mercato del lavoro, con lavori spariti e altri (molti) creati ex nihilo.
Con un’ingegnosa app per iPhone si può diventare milionari in una settimana e con un’idea di piattaforma online per la condivisione di “stati d’animo” in qualche annetto è possibile creare una delle maggiori società quotate in borsa del mondo.

Ma anche le tecnologie – è insito nella loro ragion d’essere – sono in continua evoluzione. E presto dovranno capirlo anche le persone che invece le vedono come una punizione orfica da dover utilizzare e “imparare” per non perdere il posto di lavoro.

Applicando le categorie di posizione, tempo e sapere alle tecnologie è facile rendersi conto dell’evoluzione che esse hanno subito nell’ultimo quinquennio. Le due parole chiave in questo caso sono Cloud Computing e Post-PC Devices, fenomeni che registrano ogni anno incrementi spaventosi. Il primo comporta uno spostamento delle informazioni dal locale al globale, dal PC alla nuvola, rendendo dunque il proprio apparecchio un mero strumento per l’accesso alle proprie informazioni (era già strumento per l’accesso alle informazioni altrui). La categoria dei Post-PC devices non è formata da tablet o smartphone, essa nasce dall’interiorizzazione della tecnologia del PC e cerca di superarla. Le parole chiave sono personalizzazione (ma al contempo una minore identificazione con l’oggetto, non più possessore delle nostre informazioni), mobilità e – ovviamente – connettività.
Le implicazioni in questo caso sono una ancor maggiore informatizzazione globale, un accesso alla rete perenne e un distanziamento dall’oggetto in sé (si pensi alla sincronizzazione delle personalizzazioni!).

Tutta questa velocità nella possibilità di visionare contenuti si scontra però con il limite umano di velocità di cognizione, di formazione ed espressione dei propri pareri. Sebbene queste capacità siano aumentate e si siano velocizzate, è necessario del tempo affinché si riacquisti quella stessa capacità di interiorizzazione dei contenuti ad una velocità maggiore (quella odierna). La saturazione di informazioni comporta una perdita di significato e di importanza delle stesse (non voglio dire che siamo preda dell’angoscia di Kierkegaard, però questo immenso bouquet ci stordisce un po’!). Anche la sempre più rapida possibilità di esprimere pareri con un semplice click porta a mio avviso ad un appiattimento della capacità di esprimere giudizi motivati e ragionati (si pensi ai bottoni di “più” e “meno”, come fossimo a Roma per i gladiatori). E se è vero che questo problema è “a monte” e risiede nella capacità delle persone, prima che degli strumenti, di esprimere giudizi e pareri, sono convinto che gli strumenti (mi vengono in mente i commenti “manichei” nel 99% dei video su YouTube: “è bellissimo”, “fa schifo”) certo non aiutano, alla fine sempre attraverso strumenti le stesse persone capaci di esprimere giudizi motivati hanno appreso come farlo.

Dobbiamo quindi imparare a selezionare e valorizzare alcune informazioni piuttosto che altre e imparare ad esprimere giudizi e creare contenuti a prescindere dallo strumento utilizzato. I Post-PC devices rappresentano il futuro della tecnologia, gli strumenti al contempo di informazione e produzione di contenuti (content creation).

E i computer odierni?
A mio avviso la miglior definizione della cosiddetta “Post-PC Era” (che include dunque anche la morte di supporti e interfacce come i CD/DVD, le porte USB, ecc.) l’ha data Steve Jobs durante la conferenza D8 del 2010:

When we were an agrarian nation, all cars were trucks because that’s what you needed on the farms. But cars eventually became more prevalent is people moved to cities. PCs will be like trucks…they are still going to be around, but there is a transformation coming, and it will make some people uneasy. Is it the iPad? Who knows? Will it be next year or five years from now?

I PC saranno paragonabili a dei “trucks”, ovvero rimarranno per i professionisti (i quali per esigenze di capacità di calcolo ed elaborazione, sicurezza e “dimensioni di file”) dovranno comunque continuare a lavorare in locale e quindi con PC Desktop, DVD/USB, ecc.
Il resto delle persone utilizzerà i dispositivi post-PC, paragonabili ad un’utilitaria (utilizza un camion in città solo chi ha esigenze particolari) per la loro leggerezza e portabilità ma con un potenziale immenso come veicolo di informazioni e multimedialità.

Cloud & Post PC Era

Illustrazione di Sandra Kuan

2 thoughts on “Post-PC Era (cloud computing e mobile devices)

  1. Ciao, non riesco a trovare il tuo contatto, volevo chiederti l’autorizzazione a poter utilizzare la foto carina del post-pc era su di un mio sito che sto realizzando.
    grazie mille
    Cristiano

    • Ciao Cristiano! Illustrazione non è mia, ho colto l’occasione per inserire l’autore (me ne ero dimenticato), che è Sandra Kuan (cerca su digitalforreallife.com). 🙂

      P.S.: se vuoi metti un link al tuo blog, sono curioso! 😉

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *